mercoledì 14 agosto 2013

Medici e Psichiatri in conflitto di ruolo.

Medici e Psichiatri in conflitto di ruolo.
I primi sommari bilanci di quanto è accaduto al magistrato Paolo Ferraro disegnano un quadro impressionante. Paolo Ferraro ha il coraggio di denunciare militari, psichiatri, medici e magistrati che hanno coperto o addirittura sono stati i diretti artefici di violenze psicologiche, abusi sessuali e controllo mentale su una cerchia della popolazione civile fatta di donne e bambini. All’interno di tali contesti, sul piano psicologico il conflitto non si manifesta solo tra identità e ruolo sociale. Può riguardare anche ruoli diversi impersonati dalla medesima persona. E perché si generi un problema è necessario che i ruoli implichino raccomandazioni opposte nella stessa area comportamentale. L’esempio prontamente disponibile è quello di un individuo che veste contemporaneamente i panni di medico e militare. E’ noto il problema della duplice lealtà: nei confronti dei pazienti e delle forze armate. E sono anche ben note le pagine della storia in cui medici e psichiatri sono stati complici di trattamenti inumani e torture. Per questo motivo, linee di condotta e codici deontologici riaffermano che ogni medico deve principalmente essere interessato al benessere dei suoi pazienti e guidato dai principi dell’etica medica. Sicché non può giustificare, favorire o partecipare all’abuso sessuale, a attività violente e coercitive per il controllo mentale e tante altre pratiche degradanti in tutte le situazioni, incluso il lavoro nelle forze armate. Allora, sebbene tale personale sia soggetto alla disciplina militare, non può comunque agire se non secondo i doveri propri dei professionisti della salute. Siamo di fronte ad un ruolo inteso come risorsa per fronteggiare eventuali pratiche degradanti come le torture fisiche o psicologiche che siano. Nella denuncia fatta da Paolo Ferraro, secondo voi siamo di fronte a ruoli intesi come risorsa per fronteggiare eventuali pratiche di torture fisiche o psicologiche. Purtroppo no. La complicità dei professionisti medici nella varie vicende è stata infatti ampiamente riscontrata e denunciata dall’allora pm Ferraro. Tutta la documentazione inserita dal magistrato sul web dimostra che l’intero sistema medico-psichiatrico non ha protetto i diritti umani né dell’ex magistrato ma neanche delle vittime civili che hanno subito abusi di ogni tipo all’interno della caserma Cecchignola. Infatti, nonostante alla magistratura fosse noto quanto accadeva alla magistratura già da tempo (ricordiamoci che l’inchiesta fiori nel fango 2 inizia molto prima dell’entrata del pm Paolo Ferraro all’interno della Cecchignola), nessun episodio fu denunciato da parte di sanitari prima che scoppiasse lo scandalo. Ovviamente mi riferisco a tutti quei professionisti medici – psichiatri denunciati da Paolo. Quindi ahimé nemmeno coloro che avevano le risorse di ruolo per contrastarlo hanno fatto nulla. Nel teatro interiore delle singole soggettività, il ruolo di questi medici e psichiatri ha abdicato di fronte a quello militare, anzi più precisamente di fronte agli apparati deviati all’interno delle forze armate. La lealtà non verso i pazienti ma verso soggetti civili colpiti da un’orribile realtà è stata calpestata dalla lealtà di medici-psichiatri e magistrati nei confronti della mission degli apparati deviati delle forze armate.
Di Attard Marco
http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/08/intervista-paolo-ferraro-distanza-di.html




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